Gianluca Mager, tennista e ora maestro ligure, ex numero 62 del ranking mondiale ATP, torna virtualmente tra i banchi di scuola per condividere segreti, sacrifici e sogni del tennis professionistico. Cosa serve per trasformare una passione d'infanzia in una carriera internazionale? Ce lo spiega Gianluca Mager, ex alunno dell'istituto Comprensivo Sanremo Ponente, in un viaggio speciale che parte dai primi colpi sui campi di Sanremo fino a raggiungere i palcoscenici più prestigiosi del mondo del tennis.
Nell'articolo trovate estratti dell'intervista al tennista di Sanremo. In allegato, sopra queste tre righe, potete ascoltare e apprezzare tutto il lavoro dei ragazzi del Blog&Podcast che sono stati veri Cittadini da Nobel!
I primi passi: una passione nata dietro casa
La storia di Gianluca Mager con la racchetta inizia prestissimo, all'età di soli sei anni. Una combinazione di fortuna logistica e passione familiare ha fatto scoccare la scintilla iniziale: la vicinanza immediata della sua abitazione a un circolo del tennis locale e un padre profondamente innamorato dello sport in ogni sua sfaccettatura. Fondamentale per la sua evoluzione tecnica e umana, come ricorda con affetto l'atleta, è stato l'incontro con i maestri Fabio Orengo e Marco Bisato. Queste figure chiave lo hanno saputo guidare e introdurre con cura, pazienza e dedizione nel complesso mondo del professionismo.
— GIANLUCA MAGER
"Il tennis è una vera e propria scuola di vita. Ai ragazzi cerco di trasmettere non solo la tecnica e i colpi corretti, ma soprattutto i valori dello sport e della crescita personale."
L'emozione più grande: il debutto in maglia azzurra
Nel corso del dialogo con gli studenti, l'ex numero 62 del mondo si è soffermato sul momento più intenso e indimenticabile della propria carriera calcata fino ad oggi. Senza alcuna esitazione, il ricordo più vivido vola al debutto ufficiale con la maglia della nazionale italiana in Coppa Davis, avvenuto a Cagliari nel 2020.
Rappresentare il proprio Paese in una competizione così prestigiosa e ricca di storia ha segnato un punto di svolta emotivo e professionale, coronando definitivamente gli anni di duri sacrifici e intensi allenamenti quotidiani.
Dietro le quinte del circuito: dai Challenger all'ATP
Mager ha offerto ai ragazzi una chiara e dettagliata panoramica di come sia strutturato il complesso meccanismo del tennis di alto livello, spiegando la faticosa scalata a tappe che ogni atleta deve affrontare per emergere. Il percorso canonico si articola partendo dai tornei minori (i Future), per poi attraversare la fondamentale palestra dei Challenger — definita cruciale per la crescita tecnica, tattica e caratteriale dei giovani — fino a raggiungere finalmente l'ambita vetta del circuito maggiore, l'ATP.
A questo proposito, il tennista ha elogiato la grande tradizione della città di Sanremo, da sempre storicamente legata a questo sport grazie al suo storico torneo Challenger. Dopo un periodo di assenza dal calendario, la rinascita dell'evento negli ultimi due anni ha confermato la straordinaria capacità del territorio ligure di saper ospitare, gestire e valorizzare manifestazioni internazionali di altissimo livello.
LA STRUTTURA DEL CIRCUITO PROFESSIONISTICO
Fase 1: Future
I tornei di ingresso nel mondo dei professionisti, dove si accumulano iprimi punti.
Fase 2: Challenger
La palestra del tennis. Fondamentale per la crescita caratteriale e tecnica dei giovani.
Fase 3: Circuito ATP
Il massimo livello mondiale, dove competono i migliori tennisti del pianeta.
La sfida più difficile: la tenuta mentale
Il tennis, spiega Mager, è uno sport fortemente mentale e solitario. La pressione psicologica non si limita affatto al singolo punto decisivo o a un tie-break ad alta tensione agonistica, ma si estende inesorabilmente lungo tutto l'arco dell'anno. La vita quotidiana del professionista comporta viaggi continui da un continente all'altro, una costante lontananza dagli affetti più cari e l'obbligo serrato di dover confermare i punti conquistati nella stagione precedente per non scendere in classifica. Si tratta di una gestione psicologica estremamente complessa che, secondo l'atleta ligure, si impara a dominare solo ed esclusivamente col tempo e con l'esperienza accumulata sul campo.
Un messaggio ai giovani della Web Radio
In chiusura di intervista, Gianluca Mager ha voluto dedicare un consiglio sincero, accorato e profondo a tutti gli studenti della scuola e ai giovani atleti che sognano una carriera nel mondo dello sport o che, più semplicemente, si trovano ad affrontare le prime grandi sfide della vita: credere sempre nei propri sogni e non mollare mai, specialmente nei momenti bui.
La determinazione ferrea e la resilienza di fronte alle inevitabili sconfitte sono gli unici veri ingredienti capaci di spingere un individuo a superare i propri limiti e ad esprimere il massimo del proprio potenziale.
A cura della Redazione di Web Radio Nobel — Rubrica "Voce agli studenti"